Anche i cattivi giocano. Giochi per gestire l'aggressività
di Portmann Rosemarie
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L'aggressività infantile e la difficoltà a gestirla rappresentano un problematico banco di prova e di pazienza per i genitori e gli educatori. Il più delle volte si affronta il problema con un'azione educativa che mira a far andare d'accordo costringendo, con punizioni e rimproveri, il bambino aggressivo a quietare la sua rabbia. La conseguenza non è una riduzione della rabbia ma nuovi comportamenti aggressivi e la considerazione di sé come bambino cattivo. Questo libro offre un confronto consapevole con la rabbia e l'aggressività. Si rivolge agli insegnanti, agli educatori e ai genitori proponendo dei semplici e divertenti giochi cooperativi attraverso i quali i bambini possono tirar fuori spontaneamente la propria rabbia, prendendone consapevolezza. I giochi, di facile realizzazione, ripropongono le situazioni più comuni, quelle che vivono i bambini quotidianamente e, attraverso la simulazione, insegnano a dominare la rabbia e a instaurare relazioni nonviolente. E, giocando giocando, i bambini cattivi, ma anche quelli buoni, si ritroveranno adulti capaci di risolvere pacificamente i conflitti.
Dominare e ridurre la rabbia e l'aggressività
Singoli bambini e adolescenti, ma anche interi gruppi, possono ritrovarsi – spesso senza alcun motivo apparente – in una situazione di rabbia e di irritazione generale che non riescono più a controllare. Si arriva così ad esplosioni di aggressività che non di rado portano con sé anche l'aggressione fisica e verbale. Ci sono bambini e adolescenti che sono incapaci di tollerare la tensione senza reagire immediatamente in maniera aggressiva.
Per esercitare modalità di comportamento che facilitino la socializzazione e acquisire la capacità di risolvere i conflitti, essi devono prima imparare a dominare la propria rabbia e a controllare lo sfogo dei propri impulsi aggressivi nei confronti degli altri.
Per mezzo di esercizi e giochi di interazione, ragazzi emotivamente carichi possono essere portati in una situazione di tensione in cui il superamento dei loro problemi e la sperimentazione di soluzioni non-aggressive diventa più accessibile.
Un'importanza particolare hanno in tal senso gli esercizi orientati alla corporeità, che vanno incontro alle esigenze di movimento di bambini e adolescenti promuovendo allo stesso tempo il rispetto reciproco e la collaborazione.
59. Missili in partenza
Una partenza di missili può essere di aiuto per sciogliere la tensione. Si inizia con i bambini che
- tamburellano con le dita sul tavolo, prima piano e lentamente, poi sempre più forte e più velocemente
- poi battono sul tavolo col palmo della mano, oppure battono le mani, sempre con volume e ritmo crescenti
- battono i piedi per terra, anche qui di nuovo piano e lentamente all'inizio e poi sempre più forte e più velocemente
- un leggero ronzio che diventa un forte grido
- rumore e movimento aumentano sempre di più. I bambini saltano in piedi dal loro posto, lanciano in aria le braccia con un urlo: il missile è partito.
Lentamente si rimettono a posto. I loro movimenti si calmano. Il rumore si placa, si sente solo un ronzio, che diventa sempre più leggero, fino a tacere del tutto: il missile è scomparso fra le nuvole.
60. Scrollarsi di dosso la rabbia
Tutti i bambini si muovono liberamente nella stanza e inscenano, seguendo le indicazioni di chi conduce il gioco, situazioni in cui si sono arrabbiati o che li hanno resi aggressivi, poi come si sono scrollati di dosso la rabbia e l'irritazione e come si sono nuovamente rallegrati per qualcosa.
Questo esercizio può essere impiegato, ad esempio, in caso di divisioni all'interno del gruppo. Può essere sostenuto da un testo o da una musica adatti.
L'esercizio offre ai bambini la possibilità
- di elaborare, attraverso la mimica e i gesti, il litigio e la tensione reciproca
- di scrollarsi di dosso e di sfogare effettivamente l'irritazione o la rabbia, nell'atto stesso in cui, ad esempio, agitano le braccia, scuotono le gambe, si tolgono con le mani la rabbia dalla testa o dalla pancia, etc.
- e poi, rilassati e distesi, si sorridono di nuovo, si incontrano cordialmente, si danno amichevoli pacche sulle spalle, si fanno cenni col capo, si danno appuntamento, etc.
61. Se fossi arrabbiato...
Quando ci si arrabbia, non è assolutamente indispensabile gridare, difendersi, scalciare, rompere qualcosa, o altro, ma ci si può liberare della rabbia anche diversamente. Ognuno ha la possibilità di superare i momenti di collera. I bambini scrivono, ciascuno per sé, cosa hanno già fatto per sbarazzarsi della propria rabbia. Esempio:
- andare in bicicletta
- prendere a pugni il sacco della boxe
- fischiare
- fare di corsa un giro del palazzo
- tirare un pallone contro un muro
- farsi la doccia
- ascoltare musica
- andare a letto, etc.
Le idee migliori e le più originali vengono scritte su un cartellone e appese ben in vista nella stanza.
62. Vietato dire parolacce
Molti bambini, quando si arrabbiano, dicono parolacce senza controllarsi; con questo gioco possono esercitarsi a dominarsi meglio. All'inizio del gioco il gruppo stabilisce insieme quali parole sono "proibite", ad esempio "maledetto", "stronzo", ovvero le parolacce più in voga nel gruppo vengono dichiarate "tabù".
Poi a turno si racconta una storia, oppure vengono poste delle domande, che inducono all'uso delle parole "proibite". Chi si confonde e le usa deve pagare un pegno, ad esempio sedersi sulla sedia al contrario, stare in piedi, inginocchiarsi, fino a quando un altro bambino non dice una parolaccia per distrazione o per abitudine.
63. Bigliettini di rabbia
In un angolo della stanza sono appesi dei bigliettini di rabbia: essi sono sempre a disposizione come semplice "pronto soccorso" per reagire quando un bambino si sente offeso, quando è arrabbiato, e quando non può o non vuole esprimere direttamente i suoi sentimenti.
I bigliettini sono stati preparati insieme dal gruppo, e possono avere una forma particolare, magari a zig-zag, o un colore particolare, ad esempio rosso scuro o nero (si diventa "rossi di collera" oppure si è "arrabbiati neri") oppure recano la scritta bigliettini di rabbia.
Il bambino arrabbiato prende un biglietto, scrive spontaneamente ciò che sente, con le parole che gli vengono in quel momento, poi appallottola il bigliettino e butta via la sua rabbia, ad esempio sul pavimento, contro il muro, oppure in uno speciale secchio di rabbia.
Periodicamente la rabbia raccolta viene bruciata, naturalmente senza essere letta, magari tutti insieme durante una festa dell'amicizia o della pace.
Con i bigliettini si tampona solo la prima rabbia; la successiva soluzione del problema non è pertanto superflua, anche se risulta a volte facilitata.
64. La bambola di rabbia
Con i giochi di ruolo i bambini possono in un certo senso provare a scoprire come ci si può comportare nei momenti di rabbia o di collera. A molti ciò riesce più facile se non sono essi stessi ad agire: con l'aiuto di un animale, di un pupazzo, o di una speciale bambola di rabbia, essi riescono ad esprimere con più facilità, e a rielaborare, i propri sentimenti e i propri stati d'animo, le proprie paure e la propria aggressività. I pupazzi permettono loro di dire e fare cose che essi non consentirebbero a se stessi.
Una bambola di rabbia può fungere anche da oggetto sostitutivo: su di lei i bambini possono sfogare la rabbia che hanno accumulato, senza ferire verbalmente o fisicamente le persone a cui pensano effettivamente.
Come bambola di rabbia si può usare un qualsiasi pupazzo di quelli che si trovano in commercio, ma il gruppo può anche creare bambole di rabbia particolari, ricavate, ad esempio, da calze, guanti o analoghi materiali morbidi, con cui condurre "battaglie per interposta persona".
65. Immagini anti-rabbia
Tutti i bambini fanno un disegno che rappresenti che cosa e in che modo li fa arrabbiare particolarmente. Durante la discussione si cerca di trovare insieme forme costruttive di superamento per tutte le ansie e i bisogni rappresentati nei disegni. Le soluzioni vengono disegnate o scritte su bigliettini colorati e attaccati all'immagine di rabbia originaria, in modo che risaltino chiaramente. Entrambi vengono poi donati al bambino che ha fatto il disegno, come segno tangibile della comprensione per la sua rabbia e del sostegno per il superamento della sua aggressività.
66. Parole di amicizia
Tutti i bambini conoscono modi di dire meschini, aggressivi, e in ultima analisi sciocchi, contro gli altri; ma conoscono anche "sciocchi" modi di dire amichevoli e pacifici da contrapporre ad essi?
I bambini inventano, da soli o in piccoli gruppi, "modi di dire amichevoli". Scritti su cartelloni essi possono essere appesi nella stanza, oppure – in formato piccolo – essere regalati ogni volta che un bambino ha particolare bisogno di amicizia e di sostegno.
Dei modi di dire amichevoli potrebbero, ad esempio, suonare così:
– Viva i furbi!
– Meglio amico degli stranieri che nemico degli italiani!
– Perché andare per mari e per monti, vieni nella nostra combriccola!
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