Fare gruppo. 160 giochi per creare il clima giusto
di Fuchs Birgit
Prezzo: € 13.00*
*Prezzi indicativi, controllare sempre il sito del fornitore.
Presentazione (a cura di Meridiana)
Si possono mettere d'accordo tutti i componenti di un gruppo dove ci sono i paurosi e i gradassi, quelli che si fanno sempre avanti e i timidi, gli eterni burloni e i riservati, senza che ci siano continue arrabbiature o addirittura drammatici scontri? Saper osservare, ascoltare e comunicare con sensibilità è essenziale per formare un'atmosfera di fiducia in un gruppo. Infatti, una comunità che sa riconoscere i bisogni dei singoli e li affronta in modo costruttivo, genera relazioni di fiducia. Questa raccolta di giochi costituisce una miniera di stimoli per imparare a conoscere meglio se stessi e gli altri e, divertendosi insieme, rafforzare relazioni interpersonali stabili e basate sul rispetto reciproco. Che si tratti della propria famiglia, di classi di scuola materna o elementare, di gruppi che trascorrono insieme le vacanze o di gruppi giovanili, i giochi si rivolgono a tutti coloro che hanno a che fare con bambini. Non vi preoccupate: non occorrono particolari materiali, ma solo la convinzione che, liberando in modo corretto le energie di un litigio, il gruppo cresce meglio.
Indice
Giochi per l’ordine
Come ci si può ben immaginare dare un’occhiata sotto il sofà della famiglia Caos può essere una vera e propria avventura. Altrettanta confusione c’è spesso nelle teste di molti giovani e, a volte, anche degli adulti, che non sono pronti ad affrontare positivamente le sempre più numerose e molteplici sfaccettature della vita dei nostri giorni.
Quotidianamente nuove e diverse impressioni, richieste e offerte, una quantità di stimoli, pochi modelli di riferimento e la perdita di valori rendono immensamente difficile la strutturazione della propria vita. Sarebbe il caso di fare ordine, prima di tutto nei pensieri, per farli poi rifluire selettivamente e sistematicamente nell’organizzazione della propria esistenza.
Questa parte del volume contiene una raccolta di giochi che richiedono sia una concreta messa in ordine di determinati oggetti che la coordinazione di concetti astratti. Si vuole esercitare la concentrazione, la percezione, la capacità di osservazione così come una sensata pianificazione di avvenimenti, costrutti mentali e processi sociali. Sono presentati giochi che dovrebbero aiutare a non farsi distrarre dall’essenziale nel caos dei fenomeni esteriori.
81 I pegni disordinati
Proprio quando in casa (o in giardino...) tutto è sottosopra è il momento del gioco dei pegni disordinati. Senza preavviso e senza indulgenza si fischia per dare inizio al gioco. Veloci come lampi i membri del gruppo raccolgono in un cesto tutti gli oggetti fuori posto. Il cesto viene poi completamente coperto con un telo e posto sul tavolo. La tensione sale perché il conduttore del gioco afferra un oggetto dentro la cesta pronunciando le promettenti parole: “Che brutta penitenza deve fare il pegno disordinato che è qui nella mia mano?”.
Il gruppo propone diverse penitenze tra le quali il conduttore del gioco ne sceglie una; dopo di che scopre il segreto. Il pegno viene portato alla luce e, di conseguenza, anche il suo proprietario. Costui deve assolutamente accettare il suo destino e fare quello che gli è stato ordinato. Sia che debba recitare la tabellina del 7 all’indietro o che debba dare del suo meglio in una danza cosacca, la penitenza è completa quando l’oggetto traditore è stato rimesso al suo posto o buttato via. Non rimane che sperare che nel cesto non ci siano altri oggetti appartenenti alla stessa persona...
84 Il dado del cameriere
Se dopo un bel pasto tutti siedono intorno al tavolo con la pancia piena e le gambe pesanti e nessuno riesce a raccogliere le forze per alzarsi e sparecchiare, allora è arrivato il momento di usare il “dado del cameriere”.
Un dado fa il giro. Ogni sazio giocatore lo tira una sola volta. Il numero ottenuto corrisponde al numero degli utensili che la persona in questione dovrà portar via da quel campo di battaglia culinario.
85 “Il lavoro è tuo”
Quando bisogna assegnare uno di quel lavori che non si fanno quotidianamente e che in verità nessuno è mai entusiasta di fare (come per esempio pulire l’acquario, rattoppare la tenda o pitturare la staccionata del giardino), allora sarà il caso a prendere la decisione. Il “Signor Caso” esce fuori dalla stanza munito di fischietto. All’interno della stanza, invece, i membri del gruppo si mettono in cerchio. In senso orario devono passarsi un oggetto tipico del lavoro da sbrigare. Il Signor Caso da dietro la porta dà il via con un fischio. I concorrenti si affrettano a sbarazzarsi dell’oggetto passandolo al vicino. In ogni momento infatti potrebbe sibilare il secondo fischio e chi ha in mano l’oggetto ha “vinto” il lavoro.
In occasione della prossima assegnazione di un lavoro, però, il “vincitore” impersonerà il “Signor Caso” così, almeno per quel giro sarà fuori pericolo.
86 Hänsel e Gretel
Tutti conoscono questa favola: la storia di due bambini abbandonati dai genitori nel bosco. I due bambini conoscevano il destino che li aspettava, perché, mentre erano a letto e i genitori credevano che dormissero, avevano sentito il papà e la mamma fare tali progetti.
Per questa attività i partecipanti immaginano di essere nei loro letti. Fanno finta che sia sera, la porta socchiusa, essi origliano i discorsi dei genitori. Parlano del bambino o dei bambini. Che cosa sentono?
Ognuno può prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno per scrivere questo ipotetico discorso dei genitori. Non si tratta naturalmente di scrivere delle storie dell’orrore, ma di una valutazione realistica dell’atteggiamento individuale dei genitori nei confronti dei figli.
Alla fine si presentano e si discutono insieme i risultati.
Questo gioco è un’altra forma per cercare di capire la propria e l’altrui posizione. Se si riesce a confrontarsi coscientemente con comportamenti, atteggiamenti e aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti è più facile riconoscere eventuali ostacoli e seguire più sistematicamente i propri progetti. Tante cose infatti ci appariranno più chiare di prima.
87 Un puzzle di sottobicchieri
Si raccolgono dei sottobicchieri di cartone, in particolare quelli con lo stesso disegno. Ogni partecipante ne ha alcuni. Su ogni sottobicchiere, eventualmente aiutandosi con una riga, si disegna con un pennarello scuro una linea che lo divida creativamente. La linea può andare da un angolo all’altro o da un lato all’altro. Poi, con una forbice robusta, si taglia lungo questa linea ottenendo due pezzi di puzzle che si combinano perfettamente.
A questo punto il gioco può iniziare. Si mischiano bene insieme tutte le metà e si sparpagliano sul tavolo. Il primo giocatore può tentare la fortuna. Prende un pezzo a caso e ha due minuti di tempo per trovarne l’altra metà. Quando il tempo è scaduto si mischiano nuovamente i pezzi e tocca a un altro giocatore.
Una variante prevede che tutti i partecipanti rovistino contemporaneamente nella montagna di pezzi di puzzle. Chi ha ottenuto il miglior risultato quando tutte le coppie sono complete?
Giochi per riconciliarsi e calmarsi
Ad ognuno di quei conflitti che nascono e si sviluppano all’interno di un gruppo dovrebbe seguire una riconciliazione, perché è il perdono che rende costruttiva una lite. Non si può imparare a portare avanti energicamente la propria opinione se si sperimenta che di conseguenza si perde l’affetto degli altri, quasi come se la perdita di affetto fosse una punizione per la propria iniziativa. Sono soprattutto i bambini e i giovani ad aver bisogno di un segno di riconciliazione, ma anche per gli adulti – che spesso vogliono credere di essere superiori a queste cose – dopo una controversia è importante un simile feedback tranquillizzante per poter continuare a muoversi liberamente all’interno del gruppo.
La riconciliazione può essere offerta verbalmente in modo diretto (forma, questa, che richiede già una sviluppata competenza sociale), altrimenti si può ricorrere a dei giochi in cui gli individui inevitabilmente finiscono per riavvicinarsi. Spesso nel gioco per rompere il ghiaccio basta già un incrociarsi degli sguardi, un sorriso, un piccolo contatto fisico.
Nel turbinio delle attività quotidiane spesso manca il tempo per dedicarsi alle relazioni interpersonali. In genere si progetta sempre qualcosa di nuovo, un impegno segue l’altro a ruota, si aspetta impazientemente una festa particolare...
Con questo atteggiamento continuamente rivolto a quello che verrà, non si pensa a quanto siano necessari anche dei momenti di pace e tranquillità, fasi in cui gli avvenimenti appena trascorsi possono ancora avere un peso, i bisogni dell’animo possono venire in superficie e il desiderio di armonia e affetto trova il suo posto.
41 Il piccolo dorme
Il seguente gioco tranquillizzante si adatta perfettamente a chiudere una giornata vivace o semplicemente come intermezzo per calmarsi un po’.
Un giocatore si stende al centro della stanza su dei cuscini comodi e morbidi: impersona il piccolo che si è appena addormentato. Da qualche parte della stanza ci sono dei visitatori curiosi che vogliono ammirare il neonato nel sonno. A turno si avvicinano lentamente al lettino, in punta di piedi, cercando di non far rumore. Appena il piccolo percepisce anche un leggerissimo fruscio fa un verso tipico dei bebè e con la “manina” indica la direzione dalla quale crede sia venuto il rumore. Il goffo visitatore, scoperto, deve ritornare al suo posto e un nuovo giocatore può sfidare la sorte. Se riesce ad arrivare fino al bebè senza far rumore può accarezzarlo delicatamente tre volte sulla testa. Segue uno scambio di ruoli e il bravo visitatore si accuccia sul lettino: sarà lui il bebè addormentato del prossimo giro. Sssss!
42 Farsi cullare dai sogni
Nella medicina indiana i sogni hanno una grande importanza. Già i bambini piccoli vengono esortati a ricordare i loro sogni e a lavorarci su.
Infatti quello che spesso nella vita quotidiana viene celato – decisioni continuamente rimandate, paure che nessuno deve scoprire, ecc. – riemerge nei sogni e può addirittura aiutare la persona in questione a scegliere la via giusta.
Questa volta il gruppo si incontra per farsi cullare dai sogni. In un ambiente oscurato, alla luce delle candele, si può raccontare meravigliosamente di quella notte in cui un enorme mostro ha preso i quaderni di scuola; o di quel sogno stupendo in cui si andava in barca a vela attraverso la giungla; o di quello che si ripete ogni notte, sempre lo stesso; e anche di quell’altro che ci sveglia ogni volta terrorizzati e che si spera di non fare mai più. Con questo lavoro sui sogni, avvincente e consolante, ma anche fonte di rivelazioni, può svilupparsi un’atmosfera di particolare fiducia in cui è possibile conoscere ancora meglio se stessi e gli altri.
43 Un bigliettino per Carla
Carla è sempre pronta ad aiutare e ascoltare tutti i membri del gruppo. Il suoi hobby sono la cucina e il fai-da-te. Carla piace a tutti, Carla è speciale. Tanto speciale che ormai vien dato per scontato che lei sia così, per cui nessuno si preoccupa più per lei.
Per questa Carla, o questo Carlo, presenti in qualche forma in ogni gruppo, si metterà un bigliettino nel taccuino: “Un grazie per Carla”. Il bigliettino deve ricordare che è molto importante notare e riconoscere le prestazioni altrui. Per quelle persone sempre pronte ad aiutare silenziosamente sarà una gioia ricevere delle piccole attenzioni e continueranno ad aiutarci con doppio piacere.
Recensioni
La Gazzetta del Mezzogiorno, 2 giugno 2006
Su per Gioco
Che gioco fa? Gioco scaccia Kyoto
E’ vero, come si dice in uno dei piu’ classici stereotipi comunicativi, che sono sparite le “mezze stagioni” ma, forse, sono proprio le stagioni tutte intere da un bel po’ di tempo a latitare. Basta aprire la finestra in uno di questi pazzi giorni d’inizio giugno per rendersene conto. Costumi, secchielli e palette appena tirati fuori sono tornati mestamente al loro posto. La colpa, è noto, è legata agli sconvolgimenti climatici nati dagli effetti serra provocati dagli inquinamenti di tutto il mondo, cui ognuno di noi bene o male contribuisce. Se poi tocchiamo la parola “clima”, anche sotto accezioni piu’ vaste ed allusive, troveremo che la situazione mostra tempo sconvolto, per lo piu’ tendente al brutto e nuvoloso, anche in politica, in economia, nel campo dei diritti umani e della salute. Per esorcizzare, almeno in parte, questa climatologia da tregenda e difenderci dalle minacce di potenziali metereopatici ci viene in aiuto, per fortuna, il gioco. Questa volta lo fa in modo particolarmente appropriato attraverso un nuovo testo edito da “La Meridiana” dal titolo “Fare Gruppo”. Non smetteremo mai abbastanza di ripeterci come siamo fortunati noi ludici pugliesi ad usufruire della presenza di un’editoria coraggiosa e intelligente come quella della casa molfettese che, con sistematica, militante convinzione, perora la diffusione della cultura ludica con le sue collane tutte giocosamente inizianti con la lettera “P” (Partenze, P come gioco, Prove, ecc.). Anche nel caso di “Fare Gruppo” il risultato ci sembra particolarmente riuscito. L’autrice, la tedesca Birgit Fuchs che di mestiere fa l’insegnante e la mamma di famiglia numerosa, si propone il non facile compito di suggerire attraverso un excursus di otto capitoli e 160 giochi, all’interno di un qualsiasi gruppo di persone (famiglia, classe, amici, comunità) la creazione di un “clima” giusto. Alla faccia di qualsiasi protocollo di Kyoto. Non è nuova la pedagogia ludica del nord europa nell’affrontare argomenti di questo tipo inserendoli all’interno di una ricerca e un approfondimento che ha solide basi scientifiche e innovative sperimentazioni di tipo sociale ed educativo che spesso coinvolgono e si contaminano con linguaggi e codici artistici e comunicativi differenti. Per la gran parte nuovi al grande pubblico invece i pretesti per giocare che la Fuchs elenca con chiare, sintetiche schede descrittive. Che siano semplicissimi per stimolare percezioni e associazioni mentali, o rielaborazioni creative di giochi di gruppo classici tratti dalle esperienze dell’educazione alla pace oppure solamente per ristabilire ordine nei pensieri o impegnare il tempo libero i giochi di Birgit si propongono convinti della loro magica possibilità – ma, attenzione, bisogna usarli bene proponendoli con umorismo, teatralità, mistero - di far abbassare difese e diffidenze, di conciliare litigi e incomprensioni, di dar sfogo creativo e liberatorio a rabbia e aggressività. Che, ci ricorda l’autrice, è in ogni modo utile che ognuno ne conservi un po’ per poter affrontare il mondo e l’altro da sé. Al fondo della filosofia educativa proposta da “Fare Gruppo” ci interessa rilevare come sia dato come fondamentale il bisogno da parte di chi educa di “formare e sviluppare una sensibilità e un’intelligenza sociale”. Osservare, ascoltare, comunicare con attenzione nei confronti di ciascun elemento di un gruppo significa innanzi tutto poter creare una dimensione di fiducia, e quindi di reciprocità, che non può essere richiesta e data, qualunque sia l’ambiente sociale (dal microcosmo familiare, al gruppo classe) in modo razionale ma creata con pazienza e infiniti percorsi di andata e ritorno. Delicatezza e cura che devono, come si accennava, essere tenuti presenti quando si innescano sedute di gioco in gruppo per evitare di usare tempi sbagliati, toni inappropriati, spazi troppo freddi. Ma anche coraggio di osare, con intenzione, di offrirsi in modo vero alla relazione e all’espressione dell’affetto soprattutto – come nel gioco “Una catena di bacini” – nei confronti di soggetti, come gli adolescenti, che possono erroneamente essere visti come refrattari al contatto fisico. Aggiungiamo che la batteria dei giochi contenuti nel testo presuppongono, in relazione alle situazioni per cui sono pensati, l’uso principale del corpo e di pochi e semplici materiali che il lettore potrà facilmente reperire tra gli oggetti quotidiani di casa e, conciliandosi numerosi giochi con la gastronomia, soprattutto in cucina.
Andrea Mori
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