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BIBLIOGRAFIA

Informazioni, metodologia e didattica, riguardanti la disabilità e il disagio scolastico.
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MaestraSabry
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BIBLIOGRAFIA

Messaggioda MaestraSabry » 13/04/2009, 21:51

Inviato il: 13/9/2008, 12:02
da kucy

L'ASSESSMENT DEI COMPORTAMENTI PROBLEMA, M.Demchak, K.W. Bossert, Vannini editrice

DISABILI, FAMIGLIE E OPERATORI: CHI è IL PAZIENTE DIFFICILE?, Giacomo Vivanti, Vannini editrice
BAMBINI, ADULTI, ANZIANI E RITARDO MENTALE, Cottini Lucio, Vannini editrice 2003.

COSTRUIRE L'INDIPENDENZA. Strumenti di facilitazione visiva nelle residenze per disabili, F. Fioriti, Vannini editrice

PIANIFICARE OBIETTIVI E PRENDERE DECISIONI. D.Sands, B. Doll, Vannini editrice

www.vanninieditrice.it



IL CENTRO SOCIOEDUCATIVO. ORGANIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA, Roberto Cavagnola, Ed. Erickson,1994

IL PIANO EDUCATIVO PER L'ADULTO CON RITARDO MENTALE, Roberto Cavagnola e Coll., Ed. Erickson, 2000

IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO. PROGETTO DI VITA, Dario Ianes e Sofia Cramerotti, 2005

IL DIRITTO ALL'INTEGRAZIONE NELLA SCUOLA DELL'AUTONOMIA, Salvatore Nocera, 2001

www.erickson.it



EDUCARE IL BAMBINO DISABILE, Giorgio Moretti, La scuola, Brescia 1992

CHI SAREI SE POTESSI ESSERE. LA CONDIZIONE ADULTA DEL DISABILE MENTALE, Montobbio Enrico, Lepri Carlo, Ed. DEL CERRO

IL VIAGGIO DEL SIGNOR DOWN NEL MONDO DEI GRANDI, COME I «DIVERSI» POSSONO CRESCERE, Enrico Montobbio, Edizioni del Cerro, Tirrenia, 1994.

MIO FIGLIO DOWN DIVENTA GRANDE. LASCIARLO CRESCERE ACCOMPAGNANDOLO NEL MONDO DEGLI ADULTI, Daniela Carbonetti, Giangiacomo Carbonetti Ed. Franco Angeli


PROVA IN ALTRO MODO. L’NSERIMENTO LAVORATIVO SOCIO ASSISTENZIALE DI PERSONE CON DISABILITà MARCATA, Montobbio Enrico, Navone Anna M., Ed. Del Cerro, 2003

LAVORO E FASCE DEBOLI. STRATEGIE E METODI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE CON DIFFICOLTA CLINICHE O SOCIALI, Lepri Carlo Montobbio Enrico, Ed. Franc Angeli

LAVORI IN CORSO. PERSONE DISABILI CHE LAVORANO, Lepri Carlo Montobbio Enrico, Papone Gabriella, Ed.Del Cerro

LA CASA SENZA SPECCHI, Enrico Montobbio, M. Laura Grondona, , Omega, Torino.


STORIE VERE


"PENSARE IN IMMAGINI" di Temple Grandin, Ed. Erickson.


Charlotte Moore "GEORGE E SAM", Ed. TEA. Una storia vera raccontata da una mamma con tre figli di cui due autistici.


Debra Ginsberg "MIO FIGLIO BLASE", Ed. TEA Crescere un bambino speciale in un mondo normale.


Katja Rohde "LA RAGAZZA PORCOSPINO", Ed. Tea. Katja racconta la sua vita da autistica.


Kim Edwards, FIGLIA DEL SILENZIO, Ed. Garzanti, 2007.


E LI CHIAMAVANO DISABILI, Candido Cannavò, Rizzoli


"COME GENGIS KHAN": DIARIO DI PAOLO, UN RAGAZZO DIVERSAMENTE DOTATO, Collana "Sentieri della mente" (n. 3) di Mauro Barbero e Alessandro Borio


COME UN PINGUINO, Flavio Maracchia, ed. Paoline.
"Quando sei come me non puoi pensare di passare inosservato. Se cammini come un pinguino e parli al rallentatore ti guardano tutti come se fossi un marziano. Però ti può capitare di conoscere uno come Matteo. Allora capisci che anche un pinguino può incontrare un'amicizia vera e sincera".

è un racconto-diario nel quale l’autore racconta le vicende di un adolescente disabile nel mondo della scuola, attraverso quanto narra Matteo, un compagno di classe .
In questo libro si parla di diversità, pregiudizi, tabù, imbarazzo, integrazione...

http://www.biblioteca.martellago.ve.it/ ... sabili.rtf

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Re: BIBLIOGRAFIA

Messaggioda MaestraSabry » 13/04/2009, 21:51

Inviato il: 1/12/2008, 15:14
da kucy

BAMBINI AUTISTICI A SCUOLA

Una guida opeativa per educatrici di Asilo Nido, di scuola dell'infanzia e dei primi anni della scuola primaria
Prezzo: 12.8 €
Autore: Val Cumine, Julia Leach, Gill Stevenson
Casa editrice: Edizioni Junior
Anno di pubblicazione: 2005


INDICE

Presentazione all'edizione italiana, Daniela Lucangeli e Renzo Vianello................ pag. 5

1. Autismo: una introduzione ........................................................................................ pag. 9
Scopo del libro .............................................................................................................................. " 9
Storia ................................................................................................................................................ " 9
La triade di deficit ........................................................................................................................ " IO
Lo spettro autistico .................................................................................................................... " IO
Criteri diagnostici ........................................................................................................................ " 11
Incidenza .......................................................................................................................................... " 11
Cause ................................................................................................................................................ " 12
Sommario ........................................................................................................................................ " 12

2. Valutazione e diagnosi .................................................................................................. pag. 13
Manifestazioni caratteristiche dell'autismo........................................................................ " 13
Diagnosi ............................................................................................................................................ " 18
Diagnosi differenziale dei disturbi dello spettro autistico .......................................... " 22
La diagnosi precoce .................................................................................................................... " 24
La valutazione ................................................................................................................................ " 25
Formulare la diagnosi.................................................................................................................. " 26
Valutazione del livello cognitivo ............................................................................................ " 28
Comportamento sociale e adattativo.................................................................................. " 29
Capacità comunicative e linguisitche.................................................................................... " 30
Valutazione basata sul gioco .................................................................................................... " 31
Il contributo dei genitori e dei professionisti della Early Years
per la valutazione e la diagnosi dell'autismo .................................................................... " 32
Gli scenari di valutazione dell'Early Years .......................................................................... " 34
Sommario ........................................................................................................................................ " 34

3. Implicazioni delle attuali teorie sull'intervento .................................... pag. 39
Teorie che sostengono la base biologica dell'autismo.................................................. " 39
Dalle teorie all'intervento ........................................................................................................ " 42
"La teoria della mente" ............................................................................................................ " 44
Le implicazioni della compromissione della "teoria della mente"
per il bambino affetto da autismo ........................................................................................ " 46
La teoria della Relazione Interpersonale (Intersoggettività)...................................... " 47
Un "sé in grado di esperire il mondo"................................................................................ " 48
Le implicazioni del deficit della teoria della mente
per la pratica nella prima infanzia.......................................................................................... " 48
Spinta alla coerenza centrale danneggiata.......................................................................... " 49
Le implicazioni di una coerenza centrale debole per l'intervento precoce ............ " 51
La teoria delle funzioni esecutive .......................................................................................... " SI
Implicazioni educative per l'intervento precoce dell'ipotesi del deficit
a carico delle funzioni esecutive ............................................................................................ " 53
Sommario ........................................................................................................................................ " 54

4. Metodi di intervento........................................................................................................ pag. 55
TEACCH .......................................................................................................................................... " 56
Interazione Intensiva .................................................................................................................. " 60
Interazione Musicale .................................................................................................................. " 61
PECS .................................................................................................................................................. " 63
SPELL ................................................................................................................................................ " 64
Il progetto Earlybird .................................................................................................................... " 66
Applied Behavioural Analysis .................................................................................................. " 67
Tearapia Daily Life (Higashi) .................................................................................................... " 70
AIT ...................................................................................................................................................... " 72
Dieta (Opiod Excess Theory) ................................................................................................ " 73
Secretina .......................................................................................................................................... " 75
Metodo Irlen .................................................................................................................................. " 76
La scelta di un intervento ........................................................................................................ " 77
Sommario ........................................................................................................................................ " 78

5. Il curriculum e lo sviluppo del gioco
nel percorso educativo Early Years .................................................................... pag. 79
Foundation Stage .......................................................................................................................... " 79
Aree di aprrendimento .............................................................................................................. " 79
Primi obiettivi di apprendimento .......................................................................................... " 79
Incontrare le esigenze dei bambini autistici ...................................................................... " 80
Il gioco nei contesti educativi dell'età pre-scolare ........................................................ " 87
Il gioco e l'autismo ...................................................................................................................... " 88
Approcci di intervento per lo sviluppo del gioco .......................................................... " 89
Sommario........................................................................................................................................ " 94

6. Difficoltà comportamentali:
dalla comprensione all'intervento ...................................................................... pag. 95
Fonti delle difficoltà comportamentali nell'autismo ...................................................... " 96
Prospettive sul comportamento ............................................................................................ " 99
Le prospettive dei genitori ...................................................................................................... " 105
Fattori fondamentali per la prevenzione ............................................................................ " 110
Intervento pianificato.................................................................................................................. " 115
Individuare la natura del problema ...................................................................................... " 115
Definire il problema .................................................................................................................... " 116
Elaborare l'intervento ................................................................................................................ " 118
Sommario ........................................................................................................................................ " 120

7. Profilo osservativo ............................................................................................................ pag. 121
Premessa .............................................................................:............................................................ " 121
Uso del profilo .............................................................................................................................. " 122
Pianificazione dell'intervento .................................................................................................. " 123

APPENDICI
1. Criteri diagnostici per l'autismo .......................................................................... pag. 133
2. I primi obiettivi di apprendimento:
sei aree per l'apprendimento .................................................................................. pag. 135

Bibliografìa.............................................................................................................................................. pag. 139

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Re: BIBLIOGRAFIA

Messaggioda MaestraSabry » 13/04/2009, 21:53

Inviato il: 3/2/2009, 18:27
da kucy

HANDICAPPATO E CAROGNA di David Anzalone

Quello che colpisce in Anzalone è la sua capacità di ridere di tutto, che secondo me è condensata nell’epigramma che Anzalone ha messo all’inizio del libri “ Alla libertà, nostra unica meta, nostra principale paura”.
In questo modo Zanza ci fa capire che la libertà dai bisogni rende l’uomo libero, ma deve essere anche capace di conoscere i propri bisogni, di non averne paura.
Riporto due estratti dal suo libro che vi consiglio di leggere.



L'HANDICAPPATO APOCRIFO

Come avrete capito il privilegio più rilevante che i "car-rozzati" hanno rispetto a noi semplici spastici è quello di avere un'identità sociale. La carrozzella non lascia spazio a equivoci, la gente appena li vede, li riconosce: "Quello è un handicappato!". È importante, per la propria identi-tà e la propria storia personale. Invece, quando io cammi-no per la strada, la gente si ferma a guardarmi le scarpe credendo che dentro ci sia, che so?, un sassolino. Alla fac-cia del sassolino! Lì c'è tutto il Gran Sasso!



FACCIO L'HANDICAPPATO

Oggigiorno è molto diffusa l'idea che anche gli handicap-pati possono essere una risorsa importante per la socie-tà. Infatti la politica di inserimento nel mondo del lavoro dei disabili è in continua espansione. Nonostante questo, è comunque necessario tener presente anche gli aspet-ti oggettivi che investono la nostra condizione di esse-ri umani diversi.
Sì, perché noi handicappati non siamo come le altre persone che possono lavorare, avere un reddito e per-mettersi tutto. No! Noi siamo diversi, è inutile nascon-derlo. A noi il lavoro stanca, per noi il lavoro è difficile da trovare. A noi il lavoro non lo danno così facilmente perché... perché... diciamoci la verità una volta per tutte e liberiamoci da questa ipocrisia che serpeggia e mortifica la nostra società civile: a noi il lavoro non lo danno per-ché non abbiamo voglia di fare un cazzo! Che si sappia! Noi, portatori sani di handicap, non abbiamo voglia di fare nulla! Alla faccia di Gianni Morandi. Perché Gianni Morandi? Ve lo dico io. Vi ricordate quando mister "fattimandaredallamammaaprendereillatte" andava in TV a fare da testimonial in alcune Pubblicità Progresso? E vi ricordate cosa diceva mentre appoggiava amorevolmente la mano sulla spalla dell'handicappato di turno? Diceva estasiato: «Il mio amico disabile lavora e per questo è come te!». Morandi, non me ne volere ma... perché non te ne vai a cagare? Magari insieme a tutta la Squadra del Cuore, va là...

Da “HANDICAPPATO E CAROGNA” di David Anzalone, Mondadori.


il suo sito è http://www.zanza.it/

GUARDATELO QUI: http://it.youtube.com/watch?v=gRaFIPSbUYw

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Re: BIBLIOGRAFIA

Messaggioda MaestraSabry » 13/04/2009, 21:54

Inviato il: 6/4/2009, 19:56
da kucy

PASSI VERSO L'AUTONOMIA Presupposti teorici e tecniche d’intervento. , P. MEAZZINI, edizioni Giunti


Indice

Presentazione

Parte Prima
Le premesse teoriche e metodologiche


Capitolo 1. La persona handicappata nella prospettiva ecologico-comportamentale
(Paolo Meazzini, Maria Assunta Fagetti)
1. Il passaggio dall'istituzione all'integrazione
1.1. Il percorso empirico
1.2. Il percorso ideologico
2. Il modello medico
2.1. Il modello medico spesso cade nella fallacia: "similia similibus curantur"
2.2. Il modello medico, applicato ai problemi comportamentali, si risolve frequentemente in tautologia
2.3. Il modello medico rischia di venire irretito in una terminologia dal vago sapore metafisico
3. La classificazione dell'handicap
3.1. Il sistema di classificazione di origine medica (eziologia e topografia dell'handicap)
3.2. Sistema di classificazione psicometrico
3.3. I test normativi: perché no!
4. A proposito della "querelle" natura-cultura
4.1. La posizione innatistica
4.2. La posizione ambientalistica
4.3. La posizione interazionistica
4.4. Alcune considerazioni su questa "querelle"
5. Classificazione e labeling
6. La definizione di handicap e di ritardo mentale
7. Caratteristiche dell'approccio cognitivo-comportamentale
7.1. Determinismo
7.2. L'ambientalismo
7.3. Situazionismo
7.4. Il sistema ambiente-porsona
7.5. La metodologia ecologico-comportamentale: il linguaggio
7.6. La metodologia ecologico-comportamentale: sistemi di verifica
7.7. La ricerca valutativa basata sui gruppi
7.8. La sperimentazione sul soggetto singolo
7.9. Il disegno sperimentale A-B-A-B
7.10. I disegni sperimentali a misurazione di base multipla
8. Quale definizione di handicap?


Capitolo 2. Le strategie di intervento
(Paolo Meazzini, Maria Assunta Fagetti)
1. Analisi e modificazione del sistema ecologico
2. Quale curricolo per l'allievo con handicap?
1.1. Modello curricolare basato sul concetto di maturazione
1.2. Curricolo basato su contenuti strettamente didattici
1.3. Modello funzionale di curricolo
1.4. Una conclusione personale
3. Come progettare ed attuare l'intervento
3.1. Analisi e valutazione del caso: che cosa, perché, come
3.2. I test di performance "normativi"
3.3. I test di performance "criteriali"
3.4. L'osservazione diretta e sistematica del comportamento: perché e che cosa osservare?
3.5. L'osservazione diretta e sistematica del comportamento: come e quanto osservare?
3.6. L'analisi funzionale del comportamento
3.7. Check-list e schede di valutazione: tre livelli di analisi, ovvero dal "macro" al "micro"
3.8. Conclusione
4. Mete ed obiettivi: che cosa sono e come si definiscono
4.1 Come si definiscono gli obiettivi cognitivi
4.2 Come si definiscono gli obiettivi comportamentali
5. La "Task Analysis": cos'è e perché è così importante
5.1 Task analysis applicata a compiti percettivo-motori
5.2 Task Analysis applicata ai compiti di autonomia
5.3 Task Analysis applicata ai compiti cognitivi
5.4 Sistemi di raffigurazione della Task Analysis
6. Tecniche d'intervento: flow-chart decisionale
7. La "decision-making", ovvero l'assunzione di decisioni
8. Strategie per incrementare i comportamenti adeguati già presenti nel repertorio dell'allievo
8.1. Rinforzo
9. Strategie utili per incrementare i comportamenti adeguati non presenti nel repertorio della persona handicappata
9.1. Lo shaping (modellaggio)
9.2. Il prompting (suggerimento)
9.3. Il fading (attenuazione)
9.4. Il modeling (modellamento)
9.5. Il chaining (concatenamento)
10. Strategie utili a ridurre la frequenza dei comportamenti inadeguati
10.1 Sistemi di rinforzo finalizzati al decremento della frequenza dei comportamenti Inadeguati
10.2 La saziazione
10.3 La pratica negativa
10.4 Estinzione
10.5 Le altre procedure aversive
11. Strategie più complesse
11.1 La Token Economy
11.2 Il training per le abilità sociali (Social Skills Training)
11.3 Il training per l'autoistruzione
11.4 Il tutoring
11.5 L'insegnamento incidentale
12. La generalizzazione ed i suoi problemi
13. Conclusione
Esemplificazioni sperimentali: n°1.Rinforzo - n°2. Rinforzo - n°3. Rinforzo - n°4. Shaping e modeling - n°5. Prompting e fading – n°7. Modeling – n°8. Chaining – n°9. Rinforzo differenziale – n°10. Saziazione – n°11. Estinzione – n°12. Estinzione – n°13. Token Economy – n° 14. Token economy – n°15. Social Skills Training – n°16. Trainig per l’autoistruzione – n°17. Training per l’autoistruzione – n°18. Tutoring – n°19. Insegnamento incidentale – n°20. Generalizzazione – n°21. Generalizzazione
Appendici: I. Progetto S.E.R.S.E.: modulo di raccolta dei dati e delle notizie. II. M.A.I. : modulo di analisi delle abilità di ingresso. Primo livello.


Capitolo 3. L'handicap nella prospettiva neuropsicologica
(Carlo Pascoletti)
1. Lo studio del cervello
2. Principi e disfunzioni prattognosiche
2.1 La Prima Unità Funzionale
2.2 La Seconda Unità Funzionale
2.3 La Terza Unità funzionale
3. I precursori dell'apprendimento: analisi di alcuni contributi sperimentali
3.1 Modalità visiva e tattile e specificazione degli oggetti
4. Lo sviluppo delle attività motorie e psicomotorie
5. Attività gnosica e prassica
6. I disturbi dello schema corporeo nel bambino cerebroleso
6.1 Concetto di schema corporeo
6.2 Disorganizzazione dello schema corporeo
7. La dominanza emisferica e la dominanza laterale nel bambino
8. Problemi di tipo nosografico in soggetti cerebrolesi
8.1 Concetto di "disfunzione"
9. L'esame neuropsicologico
Appendici: III. Disturbi di tipo: cognitivo, motorio e comportamentale. Probabili siti cerebrali interessati. IV. Relazione fra: sindromi, disturbi cerebrali e disturbi comportamentali. V. I test più utilizzati in Clinica Neuropsicologica.

Parte Seconda


Dall'autonomia alle abilità cognitive
Capitolo 4. Le abilità di autonomia: come insegnarle
(Maurizio Pilone)
1. La valutazione delle abilità di autonomia
1.1. L'osservazione sistematica diretta
1.2. Le check-list
1.3. Check-List per la valutazione delle abilità di autonomia personale di base
1.4. Check-list per la valutazione delle abilità di autonomia personale avanzata
2. La progettazione dell'intervento
2.1. La Task Analysis “sequenziale”
2.2. La Task Analysis “dell'obiettivo"
3. La costruzione del curricolo e l'intervento funzionale
4. Le tecniche comportamentali per l'insegnamento dell'autonomia
4.1. Lo shaping
4.2. Il modeling
4.3. Le procedure di rinforzo
4.4. La contrattazione delle contingenze
4.5. La Token Economy
4.6. Il Chaining
4.7. Il prompting
4.8. Il fading
4.9. Il controllo dello stimolo
4.10. Altre tecniche
5. Sussidi per l'autonomia
6. Generalizzazione e mantenimento delle abilità apprese
Esemplificazioni sperimentali: n° 22. Modeling - n° 23. Chaining: - n° 24. trhaining- n° 25. Fading: - n° 26 Prompting, fading, modeling e costo della risposta.
Appendici: Vl. Schede specifiche di autonomia personale- Vll Scheda di Nihira: parti relative all'autonomia personale avanzata-VIII. SSS: Steps to Self Sufficiency.


Capitolo 5. Il controllo sfinterico: programmi di intervento
(Mariano Pippo)
I . Aspetti neurofisiologici
1.1. Lo sviluppo neurofisiologico
1.2. L'apprendimento psicofisiologico
1.3. Il rinforzo sociale
2. Tipologia dell'incontinenza
3. Controllo sfinterico, autonomia e modalità d'intervento
4. Assessment
4.1. Dati anamnestici generali
4.2. Dati specifici
4.3. Dati sul contesto
5. Definizione degli obiettivi
6. Modalità d'intervento
6.1. Trattamento dell'incontinenza diurna
6.2. Trattamento dell’incontinenza notturna
Esemplificazioni sperimentali: n° 27. Assessment dell'incontinenza- n° 28. Toilet Training 257 - Pacchetto di intervento per l'incontinenza notturna - n° 30. Pacchetto di intervento per l’incontinenza notturna


Capitolo 6. I deficit d’apprendimento cognitivo nella persona con handicap mentale
(Adriano Corao)
1. Variabili interne e variabili esterne nell'apprendimento cognitivo
2. Ritardo mentale e teorie dell'apprendimento
2.1. La teoria dell'attenzione-discriminazione
2.2. Procedure per l'intervento educativo
2.3. Apprendimento discriminativo e apprendimento concettuale negli handicappati mentali
2.4. La teoria della multielaborazione mnemonica
3. Conclusioni
Esemplificazioni sperimentali: n° 31. Rinforzo e prompt - n° 32. Comunicazione segnaletico-oggettuale
Appendice: IX Programma per l'insegnamento dei concetti riguardanti i colori fondamentali.


Capitolo 7. La valutazione delle abilità di comunicazione
(Giuseppe Sansone)
1. La valutazione ("assessment")
1.1. Il team di valutazione interdisciplinare
2. Che cosa valutare
3. Come valutare
3.1. La valutazione strutturata
3.2. La valutazione non strutturata
4. La valutazione della comunicazione nella prospettiva linguistico-funzionale


Capitolo 8. Sistemi di comunicazione per il portatore di Handicap
(Giuseppe Sansone)
1. Analisi dei prerequisiti per il sistema orale
2. L'apprendimento del sistema orale
2.1. Il programma di Lovaas
2.2. Il programma Kent
2.3. Apprendimento di espressioni funzionali
3. Sistemi di comunicazione gestuale
3.1. Prerequisiti per l'apprendimento del sistema gestuale
4. Tecniche di apprendimento del linguaggio gestuale
5. I sistemi integrativi
5.1. Il sistema di comunicazione con "fiches"
5.2. I simboli di Bliss
5.3. Altri sistemi di comunicazione
6. Gli ausili per la comunicazione
7. Conclusioni
Esemplificazioni sperimentali: n° 33. Curricolo per le abilità comunicative - n° 34. Parent Training.


Capitolo 9. Il training sulle strategie di memoria
(Lucio Cottini, Paolo Meazzini)
1. Elaborazione delle informazioni e registrazione mnestica
1.1 Trasduzione sensoriale
1.2 Registro sensoriale
1.3 Riconoscimento percettivo
1.4 Memoria a Breve Termine (MBT)
1.5 Memoria a Lungo Termine (MLT)
2. Un curricolo per l’acquisizione e l’uso delle strategie di memoria
2.1 Conoscenza di strategie
2.2 Processi metacognitivi di controllo
2.3 Atteggiamenti verso le strategie
2.4 La fase di assessment
2.5 Decisione circa le strategie di memoria da educare
2.6 Implementazione dell’intervento


Capitolo 10. Insegnare a leggere: il percorso funzionale e quello strumentale
(Paolo Meazzini, Maria Assunta Fagetti)
1. Leggere: alcune considerazioni iniziali
1.1 Le abilità di lettura
1.2 Le abilità di riconoscimento
1.3 Le abilità di comprensione
2. I prerequisiti della lettura
2.1 Prerequisiti generali
2.2 Prerequisiti specifici
3. Il curricolo Duffy-Sherman per l’insegnamento della lettura strumentale
3.1 Il curricolo Duffy-Sherman. Raggruppamento 1.
3.2 Il curricolo Duffy-Sherman. Raggruppamento 2.
4. Il curricolo Bender Valletutti-Bender per la lettura funzionale
5. Il curricolo di Sidman e Cresson per la lettura funzionale
6. Il curricolo Edmark di Bijou
Esemplificazioni sperimentali: n°35. Fading – n°36. Frasi campione


Capitolo 11. Handicap e insegnamento della scrittura
(Carlo Pascoletti)
1. Dallo scarabocchio alla scrittura: le tappe
1.1 Il gesto e la traccia
1.2 Gli scarabocchi
1.3 Dal tracciato alla rappresentazione simbolica
2. La capacità tecnica di scrittura
2.1. Le componenti
2.2. Abilità visuomotoria di copia
3. Prerequisiti e idoneità
3.1. L'assessment
3.2. Osservazione e valutazione dei prerequisiti
4. Le disgrafie
4.1. La disabilità disgrafica
4.2. Le cause
5. La teoria del doppio accesso
6. Le disortografie
7. Il "training centrato sul deficit" (TCSD)
7.1. Come strutturare l'intervento nel TCSD: la prova minimale d'apprendimento
8. Una proposta didattica: il curricolo Smith
9. Considerazioni generali sui settori e sul curricolo
9.1. Analisi del settore A.1
9.2. Analisi del settore A.2
9.3. Analisi del settore B
10. Prove per l'analisi dei prerequisiti per l'apprendimento della scrittura
10.1. Modalità di somministrazione
Appendici: X. Scheda di osservazione e prove di valutazione dei prerequisiti della scrittura. Xl. Check-list per la rilevazione delle disortografie. XII. Curricolo Smith.


Capitolo 12. Insegnare la matematica: il percorso funzionale e quello strumentale
(Tommaso di Stefano, Carlo Ricci)
1. Che cosa significa insegnare la matematica?
2. Come si apprende la matematica?
2.1 La teoria di Gagnè
2.2 La teoria di Bruner
2.3 La teoria di Piaget
3. Come insegnare la matematica agli allievi disabili?
4. L’insegnamento strumentale della matematica

Parte terza
Psicopatologia dell’Handicap


Capitolo 13. Psicopatologia dell’handicap
(Paolo Meazzini)
1. Ansie, paure e fobie
1.1.Assessment
1.2.Strategie d'intervento
2. Depressione
2.1. Assessment
2.2. Strategie d'intervento
3. I disturbi alimentari
3.1. Definizione ed incidenza di sovrappeso ed obesità nelle persone handicappate
3.2. Assessment e strategie d'intervento
3.3. L'onnifagia
3.4. Il rifiuto del cibo
4. I comportamenti aggressivi
4.1. Definizione e fenomenologia
4.2. Frequenza dei comportamenti aggressivi nella popolazione handicappata
4.3. Sistemi di assessment
4.4. Strategie per l'intervento sui comportamenti aggressivi della persona handicappata
5. L'autolesionismo
5.1. Procedure di assessment
5.2. Strategie di intervento
6. L’autismo
6.1. Procedure di assessment
6 2. Strategie d'intervenvo
Esemplificazioni sperimentali: n° 37. Modellamento partecipante - n° 38. Obesità, auroregolazione e Token economy - n° 39. Rinforzo sociale - n° 40. Il rinforzo differenziale - n° 41. Condotte aggressive, controllo dello stimolo e fading - n° 42. Comportamenti socialmente inadeguati e training di abilità sociali - n° 43. Condotta autolesiva e rinforzo negativo - n° 44. Condotta autolesiva, “gentle teaching" e "visual screening" - n° 45. Autismo e tutoring.


Capitolo 14 Le stereotipie
(Giulio E. Lancioni, Paul M. Smeets, Patrizia Ceccarani)
1. Rinforzo differenziale di altri comportamenti (DRO)
2. Ipercorrezione (overcorrection)
3. Restrizione fisica
4. Stimolazione aversiva
5. Estinzione e rinforzo sensoriali
6. Esercizio fisico
7. Conclusione
Esemplificazioni sperimentali: n° 46. Rinforzo differenziale di altri comportamenti - n° 47. Rinforzo differenziale di altri comportamenti - n° 48. Ipercorrezione - n° 49. Ipercorrezione – n° 50. Restrizione fisica - n° 51. Restrizione fisica - n° 52. Stimolazione aversiva - n° 53. Estinzione sensoriale - n° 54. Esercizio fisico

Parte quarta
L’integrazione della comunità


Capitolo 15. L’insegnamento delle abilità integranti
(Lucio Cottini)
1. La vita in comunità: quali abilità?
1.1 L'insegnamento delle abilità integranti a scuola e in comunità
2. Un curricolo per lo sviluppo delle abilità integranti
2.1 L'assessment sulle abilità integranti
2.2 Obiettivi educativi e intervento
Esemplificazione sperimentale: n° 55. Autoistruzione ed automonitoraggio


Capitolo 16. Sessualità e Handicap
(Davide Dettore)
1. La sessualità nel disabile e l'intervento
2. Area dei prerequisiti generali
2.1. Autostima e autocontrollo
2.2. Conoscenza e cura del proprio corpo
2.3. Abilità di comunicazione e sociali
2.4. "Problem-solving" e "decision-making"
3. Area specifica della sessualità
3.1. Contatto fisico
3.2. Autostimolazione e nudità
3.3. Giochi sessuali
3.4. Masturbazione e polluzioni notturne
3.5. Omosessualità e comportamenti problematici
3.6. Rapporto sessuale
3.7. Abilità personali e interpersonali più specifiche
3.8. Matrimonio, gravidanza e figli
3.9. Malattie veneree e AIDS
4. Conclusioni


Capitolo 17. L’organizzazione dell’istituzione scolastica in funzione del processo d’integrazione dell’alunno con handicap
(Carlo Pascoletti, Anna Gardin)
1. Le fasi storiche
1.1. Fase dell'esclusione
1.2. Fase della medicalizzazione
1.3. Fase dell'inserimento
1.4. Fase dell'integrazione
2. Ruolo docente e funzione sostegno
3. L'innovazione della scuola in funzione dell'integrazione
3.1. L'idea di insegnamento
3.2. L'idea di insegnante
4. Aspetti teorici dell'innovazione
5. Metodologia dell'integrazione: i modelli
5.1. Prima fase: il modello emergenza
5.2. Seconda fase: il progressivo coinvolgimento
5.3. Terza fase: il modello innovativo
6. Sostegno e innovazione
6.1. Solitudine e socialità
6.2. Contesto relazionale
6.3. Ruolo impiegatizio e ruolo gestionale
6.4. Gli elementi dell'innovazione
7. Come realizzare l’integrazione nella scuola
7.1. Iniziative per la scuola elementare
7.2. Il modello delle classi aperte
7.3. Modello del “tutoring”
7.4. Iniziative per la scuola media
Appendice: Xlll. Lezione tipo su "Il Comune" con applicazione del mastery learning


Capitolo 18. L’allievo in situazione di handicap a scuola: il punto di vista dell’insegnante
(Renzo Vianello)
1. Ricerche panoramiche
2. Ricerche su aspetti specifici
3. Ricerca sugli aspetti metodologici
4. Conclusioni
Esemplificazioni sperimentali: n° 56. Colloqui e questionario semistrutturato - n° 57. Colloqui e questionario strutturato -n° 58. Leary Interpersonal Check-list - n° 59 Intervista semistrutturata - n° 60. Intervista semistrutturata -n° 61. Intervista semistrutturata - n° 62. Scala di autovalutazione.


Capitolo 19. Handicap e integrazione nel mondo del lavoro
(Mario Di Pietro)
1. Fattori che influenzano la riuscita dell'inserimento
1.1. Fattori inerenti al soggetto
1.2. Fattori inerenti all'azienda
2. Tecniche comportamentali per l'addestramento
2.1. Modellaggio delle azioni connesse alla mansione
2.2. Il modellamento delle prestazioni
3. Conclusioni


Capitolo 20. L’integrazione lavorativa della persona con handicap mentale: la metodologia “top-down”
(Donato Salfi)
1. L'analisi dell'ecosistema lavoro
1.1. Descrizione della struttura lavorativa
1.2. Task Analysis delle posizioni di lavoro: la descrizione del compito
1.3. Task Analysis delle posizioni di lavoro: l'individuazione dei prerequisiti
2. La valutazione e la selezione dei potenziali lavoratori con handicap mentale
3. L'integrazione nell'ecosistema lavoro
Esemplificazione sperimentale: n° 63. Top-down

Parte quinta
Prospettive


Capitolo 21. Un’istituzione: la Lega del Filo d’oro
(Luigi Giacco)
1. Iniziative dell'Ente
2. Organizzazione dell'lstituto Medico-Psico-Pedagogico
2.1. Tipologia degli utenti
2.2. Etiologia delle minorazioni
2.3. Valutazione diagnostica
2.4. Intervento educativo-riabilitativo
3. Risultati conseguiti con gli ospiti
4. Attività scientifica
5. Formazione dei genitori
6. Formazione e aggiornamento di operatori educativo-riabilitativi
7. I rapporti esterni
8. Le prospettive
Esemplificazione sperimentale: n° 64. Discriminazione senza errori


Capitolo 22. Quale futuro per la persona handicappata
(Paolo Meazzini)
1. La Qualità Totale nella riabilitazione della persona handicappata
1.1. La Qualità Totale: i principi e gli strumenti
1.2. La Riabilitazione di Qualità: i principi e gli strumenti
1.3. L'implementazione
2. Il filo esistenziale della persona handicappata ed il caleidoscopio dei servizi
2.1. La nascita e la prima infanzia
2.2. Infanzia ed adolescenza
2.3. Età adulta
2.4. La terza età
3. Le applicazioni del computer
4. L'aiuto degli animali
4.1. L' ippoterapia
4.2. La pet-therapy
5. Conclusioni


Bibliografia

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Re: BIBLIOGRAFIA

Messaggioda circle » 10/03/2013, 13:21

I bambini e le bambine non sono problemi da analizzare, ma sono persone da accompagnare!!!
Ecco il link alla mia recensione del prezioso volume: "Educazione, pentolini e resilienza".

http://web.mondodiluna.it/spip.php?article387


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