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IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto STORIA

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m.angela
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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda m.angela » 10/05/2010, 22:37

Ciao Lalla,
non insegno storia, però credo che aver costruito una bella linea del tempo in classe sia stata un'idea molto adeguata all'argomento di quest'anno.
La linea del tempo aiuterà i bambini visivi a visualizzare nella loro testa le immagini, i disegni e le date del periodo storico affrontato. Aiuterà poi, anche i bambini auditivi che ricorderanno meglio le parole studiate del libro, ma potranno rifarsi alla liena presente in classe per ricordare date e caratteristiche del periodo (didattica mentalista).
A dire il vero insegno geografia e devo ancora fare il fiume e il lago, come ultimi argomenti, ma sono certa che sono stati assimilati bene tutti gli altri argomenti presentati.
Ho lavorato molto scrivendo e disegnando sul quaderno, utilizzando le schede, solo per completamento degli argomenti.
Sono stati utilizzati video in particolare, ci ha aiutato un video che riguarda la struttura e la formazione delle montagne.
La cosa più importante, però chiedere sempre a un bambino in che modo ha studiato la lezione, se mentre studia utilizza immagini visive o auditiva. E' certamente meglio aiutare un alunno a imparare come si fanno le mappe concettuali, in modo particolare per i bambini visivi, che riusciranno meglio a visualizzare gli argomenti. Queste possono essere di aiuto poi, anche per i bambini auditivi, che hanno bisogno d'imparare a sintetizzare gli argomenti.
Ritengo importante far conoscere loro le operazioni mentali utilizzate durante la presentazione di un argomento (attenzione), insegnare in che modo si può riflettere, quando viene richiesta una prestazione.
La mia preoccupazione, quest'anno non sono stati molto il numero degli argomenti affrontati, quanto indirizzare i bambini ad avviarli a conoscersi meglio mentalemte per iniziare a utilizzare un metodo di studio.
Buon lavoro a tutti...Mariangela
Ultima modifica di m.angela il 13/05/2010, 22:38, modificato 1 volta in totale.

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Lalla
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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda Lalla » 11/05/2010, 14:24

Grazie Mariangela degli ottimi consigli. Anch'io ho lavorato parecchio sui vari metodi di studio.
Ho proposto diverse alternative:
1. leggo con attenzione;
2. sottolineo le informazioni più importanti;
3. osservo attentamente le immagini;
4. uso le domande - guida;
5. preparo una mappa;
6. racconto e mi riascolto (registratore);
7. spiego a mamma e papà o ad un compagno.
Devo dire che sono riuscita ad ottenere degli ottimi risultati.
Se hai altre idee, fammi pure sapere, non si impara mai abbastanza!
Ciao Lalla ;)

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m.angela
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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda m.angela » 11/05/2010, 22:02

Ciao Lalla,
è molto bello che ti preoccupi di dare ai tuoi alunni un metodo di studio, non tutti i colleghi lo fanno.
Voglio incuriosirti un po' e provare a farti conoscere una nuova metodologia.
Quello che tu dici è giusto, ma è anche vero che il metodo di studio non è qualcosa di statico, uguale per tutti.
Alcuni bambini prediligono le immagini mentali (visivi), altri preferiscono ripetersi le parole nella testa (auditivi), per capire in che modo, ogni bambino può imparare meglio, occorre attivare in classe un dialogo pedagogico, che lo porti alla consapevolezza delle sue modalità mentali.
A questo punto abbiamo una base di partenza per capire come intervenire quando un alunno si trova di fronte a una difficoltà e aiutarlo a trovare un metodo di studio.
Pertanto la didattica mentalista valorizza, all’interno del curricolo, l’alunno come persona nella sua dimensione fenomenologica e mentale. Conoscendo le caratteristiche della “coscienza” intesa come “forza intenzionale” diretta alle cose e il funzionamento della mente si può agire sugli obiettivi d’apprendimento in termini di operazioni mentali (attenzione, riflessione, memorizzazione, comprensione, ragionamento e immaginazione) che possono essere spiegati all’alunno anche ricorrendo a semplici esempi. E questa intenzionalità mentale che il professor Antoine de La Garanderie
chiama progetto di senso che è alla base dell’apprendimento.

Ti invio un dialogo pedagogico svolto nella mia classe che ha aiutato una bambina a migliorare in matematica.
Ciao
Mariangela
Dialogo pedagogico con Alice.doc
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Ultima modifica di m.angela il 14/05/2010, 19:49, modificato 1 volta in totale.

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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda Lalla » 14/05/2010, 7:42

Grazie mille Mariangela, ma purtroppo non riesco ad aprire il tuo allegato. Sigh :cry:

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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda m.angela » 14/05/2010, 19:50

Ciao Lalla,
ho inserito di nuovo l'allegato del dialogo pedagogico con Alice....buona lettura....Mariangela

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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda Lalla » 14/05/2010, 20:57

Grazie mille Mariangela. L'ho letto, è molto interessante: con un semplice dialogo sei riuscita a capire il modo in cui imparava la piccola Alice.
Grazie mille per l'ottimo suggerimento, cercherò di mettere in pratica il tuo insegnamento, soprattutto con i bambini che hanno più difficoltà d'apprendimento
Ciao ciao e buona serata :D :D :D

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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda m.angela » 15/05/2010, 18:56

Ciao Lalla,
questo non è un semplice dialogo. Il dialogo pedagogico parte dall'ascolto attivo utilizzato in psicoterapia da Roger, Gordon lo ha sperimentato per mettere in relazione genitori di alunni difficili e insegnanti.
Piaget lo utilizzava per conoscere la matrice cognitiva della classe.
Questo dialogo così strutturato ha delle caratteristiche formali molto precise che devono essere rispettate per renderlo efficace.
IL DIALOGO PEDAGOGICO, SI SVOLGE SECONDO LA PROCEDURA DELL’ASCOLTO ATTIVO E CONSENTE ALL’INSEGNANTE DI INDAGARE LE MODALITÀ CON CUI GLI ALUNNI ELABORANO LE CONOSCENZE SEMPLICI E COMPLESSE IN RIFERIMENTO A UN ARGOMENTO DI STUDIO O AD UNO SPECIFICO INTERESSE EXTRASCOLASTICO.
QUESTA PROCEDURA PORTA L’ ALUNNO ALLA CONSAPEVOLEZZA DELLE PROPRIE ABITUDINI
MENTALI.
IL DIALOGO PEDAGOGICO rispecchia queste caratteristiche:
AIUTARE L’AUTOANALISI - La guida del docente serve ad aiutare l’alunno nell’autoanalisi e nella comprensione delle proprie idee, dei concetti elaborati e delle procedure mentali attivate, altrimenti destinate a restare sotto la soglia della consapevolezza.
ATTESA PAZIENTE - Il dialogo pedagogico deve snodarsi in modo calmo senza fretta perché, come sosteneva J. J. Rousseau, “in educazione occorre perdere tempo per guadagnarlo”. L’insegnante deve saper attendere, evitando comportamenti egocentrici ed affrettati che ostacolano la relazione e la comunicazione con l’alunno. La capacità di saper rimandare il giudizio, di rimanere in attesa di esplicazioni e di informazioni più dettagliate, è condizione indispensabile per cogliere le dinamiche mentali e contemporaneamente imparare dagli altri.
AVALUTABILITÀ IMMEDIATA - E’ forse la regola più importante, ma anche la più difficile da rispettare perché impone al docente di modificare completamente il suo corrente sistema valutativo, astenendosi da confronti e valutazioni. Si tratta infatti di assumere un atteggiamento rispettoso delle diverse procedure mentali degli alunni. Molti soggetti si aprono ad una rivelazione di sé soltanto dopo aver ricevuto dall’ambiente circostante rassicuranti segnali di accettazione. In questa diversa veste il docente assolve alla sua più genuina funzione di educatore che sa far emergere le modalità espressive di ciascun alunno valorizzandone le attitudini e le modalità cognitive.
BABY-TALK - Consiste nell’adottare un linguaggio semplice ma non infantile e banale. La comunicazione deve avvenire con toni calmi e rilassanti, con frequenti ridondanze e riformulazioni. Questo tipo di linguaggio “metacomunica” disponibilità, serenità, sicurezza ed incoraggiamento da parte dell’insegnante.
CONOSCENZA DEGLI SCOPI - E’ importante che gli alunni siano resi consapevoli delle finalità del dialogo pedagogico e degli obiettivi che l’insegnante si prefigge di raggiungere attraverso di esso. Generalmente i soggetti intavolano volentieri una discussione in classe perché parlano dei problemi e del loro modo di essere e di pensare. Durante lo svolgimento del dialogo, l’atmosfera si arricchisce di componenti affettive a forte valenza relazionale che inducono gli alunni ad aprirsi ad un fecondo rapporto con l’insegnante. La caratteristica dinamica del dialogo pedagogico consente di superare i limiti delle tradizionali metodologie di indagine che richiedono al soggetto prestazioni statiche per la definizione dei concetti e che non sono in grado di fornire uno screening profondo dei processi logici attivati nella conoscenza.
DARE CORPO ALLE IMMAGINI E ALLE FANTASIE - Col dialogo pedagogico l’insegnante non verifica se l’allievo ha studiato o sa ripetere l’ultima lezione svolta in classe, ma misura il livello di sviluppo delle operazioni logiche semplici e di quelle complesse relative alla creatività, alla fantasia, all’attività generativa della mente e alla produzione metaforica ed allusiva. Questo momento “fantasmagorico” viene frequentemente trascurato o ignorato dall’insegnamento tradizionale che privilegia il “logos” ed il “cogito”.
DISCREZIONE - Significa non deridere né giudicare l’alunno ed è un aspetto importante nella costruzione del rapporto di fiducia tra l’adulto ed il minore.
FACILITARE LA RIFLESSIONE E L’ESPRESSIONE - L’insegnante dovrebbe aiutare i soggetti più timidi ed impacciati nell’analisi introspettiva e incoraggiarli direttamente (es. “So che non mi deluderai perché sei molto bravo quando ti impegni ...” oppure “Sono contento di te quando ti sforzi di farmi capire...”) e indirettamente (ad es. guardare con aria interessata, sorridere in termini di incoraggiamento e fiducia, mostrarsi attenti e partecipi a quello che dice l’allievo).
FORNIRE STIMOLI - Il docente stimola gli alunni ad esplicitare le loro modalità di elaborare la conoscenza.
RISPECCHIAMENTO - L’insegnante riformula con parole proprie i procedimenti mentali espressi dall’alunno (es. “Mi sembra di capire che tu...” oppure “Non so se ho capito bene, ma tu affermi che ...”). Questa funzione aiuta il soggetto intervistato a pensare il suo pensiero e a cogliere il processo cognitivo “in fieri”.
Scusami Lalla, spero che quanto ti ho scritto possa esserti utile.
Questa metodologia la utilizzo da diversi anni, ma è poco conosciuta in Itlia, se non in qualche città.
E' diffusa in Francia e in altri stati Europei con il nome di Gestione mentale, ma si differenzia in molti punti con la didattica mentalista.
Il mio intento è di diffonderla per aiutare appunto i bambini difficoltà.
Per qualsiasi chiarimento, puoi scrivermi a: mariangela.angeloni@libero.it
Buon lavoro da
Mariangela :)

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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda Lalla » 15/05/2010, 20:11

Grazie mille Mariangela! :D

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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda m.angela » 15/05/2010, 22:58

Grazie anche a te per la considerazione.....spero di risentirti presto....ciao

maestramanù
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Re: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE:spazio di confronto tra colleghi

Messaggioda maestramanù » 25/08/2010, 14:20

Ciao gente ,
eccomi pronta a cambiar registro, mi hanno assegnato storia e geo in 2 terze. Buon inizio a tutti! ;)


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