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Casa, città, paesi

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Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:28

La casa tra gli alberi

La casetta tra gli alberi sul lago
appena un fumo leva:
senza quello
come sarebbero mai desolate
le mura, l’ombre e l’acque!

Bertold Brecht

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:29

Voglio dirti…

Voglio dirti
quanto amiamo
il tuo cuore
di pietra;
quanto sei generosa
con il tuo fuoco acceso
là in cucina…
e il tuo tetto
su cui cade sgranata
la pioggia, come se scivolasse
la musica dal cielo.
P. Neruda

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:30

La casa

La mia casa, le pareti la cui legna fresca,
tagliata da poco ancora profuma: sgangherata
casa di frontiera, che scricchiolava
a ogni passo, e fischiava con il vento bellicoso
della stagione australe, diventando elemento
della bufera, uccello sconosciuto
sotto le cui piume gelate crebbe il mio canto.
Vidi ombre, volti che come piante
crebbero intorno alle mie radici, parenti
che cantavano canzoni all'ombra di un albero
e sparavano tra i cavalli sudati,
donne nascoste nell'ombra
che proiettavano le torri maschili,
galoppi che sferzavano la luce,
rarefatte
notti di collera, cani che latravano.
Mio padre nell'alba scura
della terra, verso quali perduti arcipelaghi
fuggì sui suoi treni ululanti?
In seguito amai l'odore del carbone nel fumo
gli olii, gli assi di gelida precisione,
e il treno grave che attraversava l'inverno steso
sulla terra come un bruco orgoglioso.
All'improvviso sussultarono le porte.
È mio padre.
Lo circondano i centurioni della strada:
ferrovieri avvolti nei loro mantelli bagnati,
e con loro il vapore e la pioggia rivestirono
la casa, il tinello si riempì di racconti
rochi, i bicchieri si vuotarono,
e fino a me, da quegli esseri in cui vivevano
i dolori, come in una separata barriera,
giunsero le angosce, le accigliate
cicatrici, gli uomini senza denaro,
l'artiglio minerale della miseria.

Pablo Neruda

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:30

Ode alla casa abbandonata

Casa arrivederci!
Non posso
dirti
quando
torneremo
domani oppure no,
tardi o molto più tardi.
Un altro viaggio,
ma questa volta
voglio
dirti
quanto amiamo
il tuo cuore di pietra:
quanto
sei generosa
con il tuo fuoco
acceso,
là in cucina
e il tuo tetto
su cui cade
sgranata
la pioggia
come se scivolasse
la musica dal cielo!
Adesso chiudiamo
le tue finestre
e un'oppressiva
notte prematura
lasciamo insediata
nelle stanze.
Tutta buia
tu continui a vivere,
mentre
il tempo ti percorre
e l'umido guasta piano la tua anima.
Talvolta
un topo rosicchia,
s'alza dalle carte
un
fruscio
soffocato,
un insetto
smarrito
sbatte
cieco contro i muri,
e quando
piove nella solitudine
forse
una goccia
risuona
con voce umana
come se vi fosse
qualcuno che piange.
Solo l'ombra
conosce
i segreti
delle case sbarrate,
solo
il vento respinto
o sul tetto la luna che fiorisce.
E ora,
arrivederci, finestra,
porta, fuoco,
acqua che bolle, muro!
A presto, a presto
cucina
a quando
ritorneremo
e l'orologio
sopra la porta
un'altra volta ricomincerà a pulsare
con il suo vecchio
cuore e con le sue due
frecce inutili
conficcate
nel tempo.

Pablo Neruda

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:31

Nella casa paterna

Buio. È la sera dell'Ascensione.
Le cugine hanno inaugurato una veste.
Ora la strada s'anima di peste.
Le donne son tornate da benedizione.

Nella cucina, nel paiolo rattoppato
la polenta solleva delle bolle.
Sul tagliere si tagliano le cipolle.
Il merlo sta vicino al fuoco: è un po' malato.

Si apparecchia, e si accende la lumiera.
L'orologio coi suoi rosolacci
segna l'ora di notte tra gli stracci.
L'insalata con l'uova è pronta nell'insalatiera.

Il crepuscolo è d'un lilla soave.
I passerotti si rifugian nel pagliaio.
Le galline tardive corrono nel pollaio.
Sbatte una porta. Gira stridendo una chiave.

C. Govoni

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:32

CASA MIA

Sorpresa
dopo tanto
d'un amore

credevo di averlo sparpagliato
per il mondo

G. Ungaretti

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:34

La cucina

C'era, un po' in ombra, il focolaio; aveva
arnesi, intorno, di rame. Su quello
si chinava la madre col soffietto,
e uscivano faville.

C'era, nel mezzo una tavola dove
versava antica donna le provviste.
Il mattarello vi allungava a tondo
la pasta molle.

C'era, mal visto nel luogo, un fanciullo.
Le sue speranze assieme alle faville
del focolare si alzavano. Alcuna
- guarda! - è rimasta.

U. Saba

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:34

La vecchia cucina rifatta

Il fuoco brucia ogni sera
l'ultima brace
e il lungo silenzio
della grande cucina rifatta,
e mio padre e mia madre
riempiono il loro tempo inutile
col sonno muto di vecchi soli.

Era piena di voci e di grida
che si faceva fatica a sentire,
la vecchia cucina
nera di tempo e di fumo.

Rotolavano i nostri stracci
a piedi nudi col cane
sul pavimento di terra
e la gallina entrata di soppiatto
a beccare la nostra polenta,
nel volo incerto
oltre i vetri rotti della finestra
liberava il suo spavento.

Ci faceva paura la miseria
ma eravamo in tanti
a farci compagnia.

G. Ferrari

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:35

Villa chiusa

So d'una villa chiusa e abbandonata
da tempo immemorabile, segreta
e chiusa come il cuore d'un poeta
che viva in solitudine forzata.

La circonda una siepe, e par murata,
di amaro bosso, e l'ombra alla pineta
da tempo più non rompe né inquieta
la ciarliera fontana disseccata.

Tanta è la pace in questa intisichita
villa che sembra quasi che ogni cosa
sia veduta a traverso d'una lente.

Solo una ventarola arrugginita
in alto, su la torre silenziosa,
che gira, gira interminabilmente.

C. Govoni

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Re: Casa, città, paesi

Messaggioda lorys » 03/07/2013, 8:35

Casette bianche

Casette bianche, sfavillanti al sole
con le finestre aperte e ai piedi il verde,
come lento su voi l'occhio si perde,
casette bianche sfavillanti al sole!

Passando innanzi a voi (non lo sapete?)
chiusa in dolce pensier, guardo e sorrido,
la vostra pace garrula di nido,
oh, narratela a me, casette liete.

… Dite, ditelo a me!... stretta s’allaccia
l’edera appassionata ai vostri muri
traversa i cieli radiosi e puri
un’allodola, ed io tendo le braccia;

tendo le braccia al sole e a la gaiezza:
m’entra ne l’imo cor la nostalgia,
la nostalgia di voi, casette liete,
casette bianche sfavillanti al sole.

Ada Negri


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